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Principali zone di produzione estere

PRINCIPALI ZONE DI PRODUZIONE ESTERE

LA CHAMPAGNE

Situata a 150 km ad est di Parigi, la Champagne si trova al limite della coltura della vite: Reims si trova a 49°5 di latitudine nord, Epernay a 49° e Bar sur Seine a 48°.

Ha una superficie di circa 35.000 ettari ma solo poco più di 30.000 sono coltivati a vigneto. Il clima è in prevalenza di tipo oceanico, ma con tendenza continentale.

La temperatura media è di 10,5°C. Le piogge frequenti, ma moderate, assicurano un apporto costante di acqua alle viti.

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L’insolazione è in media di 1650 ore all’anno ripartite su 290 giorni (contro le 1910 della Bourgogne e le 2069 del Bordolese).

Si tratta di condizioni climatiche molto difficili per lo sviluppo e la maturazione delle uve.

Tuttavia questo clima particolare, il terreno a predominanza calcarea e i vitigni ben adattati all’ambiente, contribuiscono a produrre vini di grande qualità e straordinaria freschezza.

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Il terreno è costituito da un sottile strato di terra di natura argillo-sabbiosa dello spessore di circa 40/60 cm, che ricopre uno strato di craie (gesso) dello spessore di 200 metri circa.

Per le sue proprietà chimico-fisiche la craie può assorbire fino al 40% del suo volume in acqua e funziona da regolatore idrico: è in grado di assorbire l’acqua in eccesso quando le piogge sono abbondanti e di restituirla per capillarità nei periodi di siccità, in modo da garantire sempre umidità sufficiente.

Inoltre, la craie è in grado di immagazzinare il calore del sole e diffonderlo consentendo una regolare maturazione delle uve.

Infine, la craie può essere facilmente scavata per ottenere lunghe cantine sotterranee, con temperatura costante tra i 10°c e i 12°C ed un’umidità elevata, molto favorevoli all’invecchiamento del vino.

Le principali zone viticole della Champagne sono quattro:

  1. La Montagne de Reims. Situata a sud e a sud-est di Reims, è un largo altopiano che raggiunge al massimo i 287 metri, che declina dolcemente verso la vallata della Vesle e dell’Ardre a nord e della Marne a sud. Il vitigno più importante è il Pinot Nero.
  2. La Vallèe de la Marne. Lunga un centinaio di chilometri, copre tre dipartimenti: i vigneti sono posti a un’altitudine compresa tra i 120 e i 180 metri e sono coltivati in prevalenza a Pinot Meunier.
  3. La Cote de Blancs. Situata a sud di Epernay, è così definita perché in questa zona si coltivano quasi esclusivamente uve bianche (Chardonnay).
  4. La Cote de Bar. Si trova all’estremità sud-est della Champagne, nella regione di Bar sur Seine e Bar sur Aube. il vitigno predominante è il Pinot Nero e i vigneti sono posti ad una altitudine compresa tra i 170 e i 300 metri.

CLASSIFICAZIONE DEI CRU

In Champagne la classificazione dei cru è molto particolare e completamente differente da quella del bordolese.

Infatti nel bordolese con il termine cru si indica un vigneto o una zona delimitata in grado di produrre vini di particolare pregio e qualità.

Mentre in Champagne si riferisce al territorio di un comune ed è legato al valore commerciale delle uve.

Questa classificazione dei cru è nata per consentire un accordo economico tra i produttori di uve (vignerons) e gli acquirenti (negozianti, grandi maison) che elaborano e vendono il vino.

I 320 comuni sono stati suddivisi in base alla qualità delle uve (terreno, microclima, esposizione) in tre categorie:

  1. Grands Crus, classificati al 100%.

Sono solamente 17 e rappresentano il 14,5% della superficie totale a denominazione Champagne: danno le uve migliori e i vini più fini.

Nella Montagne de Reims sono: Beaumont-sur-Vesle, Puisieulx, Sillery, Verzy, Verzenay e Mailly.

Nella Vallèe de la Marne: Ay, Ambonnay,Tours-sur-Marne, Louvois, e Bouzy.

Nella Cote des Blancs: Avize, Cramant, Oger, Chouilly, Le-Mesnil-sur-Oger, ed Oiry.

  • Premiers Crus classificati tra il 90% ed il 99% sono 41 e rappresentano il 18,6 % della zona.
  • Non classificati. A questa categoria appartengono tutti gli altri comuni classificati tra l’80% e l’89%.

Il prezzo di vendita per chilo delle uve viene fissato all’inizio dell’autunno da una speciale commissione del CIVC (Comitato Interprofessionale Vini di Champagne).

In base a questo accordo soltanto i gran cru percepiscono il prezzo pieno delle uve, mentre i premier cru e gli altri non classificati percepiscono solamente la percentuale che è stata loro attribuita.

La denominazione Champagne è l’unica che per la fama e la notorietà del suo vino è esentata dal riportare in etichetta la sigla AOC (denominazione di origine controllata) e il metodo di preparazione.

I VITIGNI

La legge dell’ AOC Champagne (22/7/1927 art 5) stabiliva: “Le sole uve idonee a produrre champagne sono quelle che provengono dai seguenti vitigni: le diverse varietà di Pinot, l’Arbanne e il Petit Meslier

In questo decreto non era citato lo Chardonnay che, probabilmente, a quei tempi era considerato una varietà di Pinot.

Il nuovo decreto 2010-1441 del 22 novembre 2010 stabilisce invece inequivocabilmente i seguenti vitigni: “I vini sono derivati esclusivamente dai vitigni Arbanne B,Chardonnay B, Meunier N,Petit Meslier B,Pinot Blanc B, Pinot Gris G, e Pinot Noir N.

I vitigni principali, comunque, sono solo tre: due neri, il Pinot Noir (38,4%) e il Meunier (32,2%) e uno bianco, lo Chardonnay che rappresenta il 29,1%.

Il Pinot Blanc e il Pinot Gris, come pure l’Arbanne e il Petit Meslier, che rappresentano i vitigni più antichi, sono ancora oggi coltivati, ma si tratta solo di pochi ettari (95 ha), in maggioranza nell’Aube, pari allo 0,3% di tutti i vigneti.

Il Pinot Nero:

questo vitigno, originario della Borgogna, ha un grappolo piccolo (8-12 cm) e compatto con acini di colore nero-violaceo.

È il vitigno più diffuso, occupa oltre il 38% del territorio e viene coltivato soprattutto sulla Montagne de Reims e nella Cote de Bar.

Dona allo champagne corpo, volume e longevità, apporta note floreali di peonia e viola e note fruttate di piccoli frutti rossi (fragola, ribes, ciliegia, lampone).

Il Pinot Meunier:

occupa circa il 32 % del territorio ed è coltivato soprattutto nella Vallèe de la Marne e nell’Aube mentre è proibito nella zona Gran Cru.

Per la sua morbidezza e il carattere fruttato (ribes, lampone, marasca, banana, ananas, mela renetta, pesca matura) è indicato per vini spumanti da consumarsi giovani, senza invecchiamento.

Lo Chardonnay:

la zona di provenienza di questo vitigno è molto probabilmente la Borgogna, la regione dove si producono i vini bianchi più famosi del mondo.

In Champagne questo vitigno copre circa il 29% del territorio ed è coltivato quasi esclusivamente nella Cote de Blancs.

I vini spumanti ottenuti con sole uve chardonnay (Blanc de Blancs) hanno una grande freschezza e finezza, struttura leggera ed elegante e note di agrumi (limone e pompelmo), note di frutta fresca (mela, pera, ananas), note di frutta secca (nocciola, mandorla tostata), note floreali (acacia, biancospino, caprifoglio, tiglio), e note di pasticceria (miele, vaniglia, burro e brioche).

La Francia produce una grande varietà di vini spumanti in molte regioni del paese.

Il termine Crèmant identifica vini ottenuti con il metodo classico tradizionale, come lo champagne, con una seconda fermentazione in bottiglia e con un periodo di stagionatura sui lieviti.

Questi vini hanno una spuma cremosa e sapori delicati ma profondi. Le produzioni locali prendono i nomi di Crèmant de Bourgogne, Crèmant de Loire, Crèmant d’Alsace, Crèmant de Bordeaux, Crèmant de Limoux.

Altri nomi di vini spumanti francesi locali sono, Saumur e Vouvray nella valle della Loira e Blanquette de Limoux e Clairette de Die nel sud della Francia

Questi vini possono essere bianchi oppure rosè e sono ottenuti da Chardonnay, Pinot Nero e altre uve locali come Chenin Blanc, Mauzac, ecc.,ecc.

SPAGNA

Tra le principali zone di produzione estere ,la Catalogna riveste grande importanza.

LA CATALOGNA

In Spagna i vini spumanti vengono prodotti soprattutto in Catalogna, nella zona del Penedès ed il centro più importante è Sao Sadurni de Noya (Barcellona).

Questo territorio ha un clima molto vario: nella zona più interna (Alto Penedès) il clima è di tipo continentale e i vigneti sono posti a un’altitudine compresa tra i 400 e gli 800 metri.

Nel Penedès Medio il clima è mite e temperato e i vigneti sono posti a un’altitudine compresa tra i 100 e i 400 metri.

Mentre nella zona più vicina al mare, il Basso Penedès, il clima è caldo e tipicamente mediterraneo.

Per questo le uve devono essere raccolte precocemente al fine di ottenere vini freschi e leggeri, con una gradazione alcolica compresa tra i 9,5° e gli 11,5° e una acidità minima di 5,5 g/l.

I vini spumanti di qualità (VESQPRD) elaborati in Spagna col metodo tradizionale sono denominati Cava.

I vitigni autorizzati dal Consejo Regolador del Cava per gli spumanti bianchi sono: il Macabeo, vitigno molto produttivo coltivato nel Medio Penedès, lo Xarel-lo coltivato nel basso e medio Penedès e il Parellada, il vitigno più fine coltivato nell’Alto Penedès.

Queste tre varietà vengono vinificate separatamente e l’assemblaggio (mezcla) di questi tre vitigni, che viene effettuato solamente a primavera, costituisce il vino base per l’elaborazione del Cava.

La qualità del Cava (equilibrio, struttura, carattere) dipende da questo assemblaggio al quale ogni vitigno apporta le sue note aromatiche varietali (aromi primari), il suo complesso di acidi (freschezza) e la sua forza alcolica (morbidezza).

Il Macabeo porta una certa finezza, buona acidità e un aroma con note verdi e fruttate; lo Xarel-lo, acidità, corpo e volume; e il Parellada, invece, grande finezza ed eleganza, una delicata freschezza e aromi freschi e floreali.

Questi vitigni tradizionali rappresentano il 92% di tutti i vitigni bianchi; sono pure ammessi il Subirat (malvasia riojana) e lo Chardonnay.

Per i vini rosati i vitigni autorizzati sono la Garnacha tinta ed il Monastrell. Sono pure ammessi il Trepat e il Pinot noir.

I Cava vengono spesso paragonati allo Champagne, però generalmente hanno note più erbacee, minore acidità e bollicine di minor finezza.

Anche la GERMANIA è tra le principali zone di produzione estere.

 SEKT è il termine tedesco dato ai vini spumanti.

La maggior parte dei vini Sekt vengono elaborati con il metodo charmat con fermentazioni in contenitori di acciaio inox.

In alcune regioni della Germania, in particolare nel Palatinato, alcuni produttori ottengono ottimi risultati spumantizzando col metodo tradizionale le uve Riesling.

Anche il NUOVO MONDO è tra le principali zone di produzione estere

Con l’aumento della notorietà e del consumo di vini spumanti in tutto il mondo, anche le zone dove fino ad ora si producevano vini fermi, hanno cominciato a produrre vini spumanti di grande qualità.

È per questo che oggi, anche in California, in Cile, in Argentina, in Brasile, in Sud Africa, in Australia e Nuova Zelanda vengono elaborati spumanti con il metodo tradizionale a base di uve Chardonnay e Pinot nero.

Non è un caso che grandi case produttrici europee (Chandon, Roederer e altre ancora) abbiano impiantato aziende anche in questi paesi.

Voglio citare tra le principali zone di produzione estere anche una zona Italiana: il Veneto. E’ in Italia, ma il vino prodotto è, forse, più famoso all’estero che in patria.

Il prosecco è il vino italiano più esportato all’estero.

Ancora poche righe per dire che in Italia, oltre alle zone già citate, c’è un’altra grande ed importante zona di produzione: il Veneto.

Nella provincia di Treviso, infatti, viene prodotto da uve Glera, con il metodo Charmat, il vino italiano più diffuso all’estero: il PROSECCO.

È proprio di questi giorni il riconoscimento alle “Colline del Prosecco” di Patrimonio Unesco.

Come riporta il sito Prosecco.it, esistono tre tipologie:

il CONEGLIANO VALDOBBIADENE

Prosecco Superiore è uno spumante DOCG prodotto esclusivamente sulle colline di Conegliano Valdobbiadene nel territorio di 15 comuni di questa zona.

La produzione di uva non deve superare i 135 quintali per ettaro e il vino che si ottiene si può degustare nelle versioni Brut, Extra Dry e Dry a seconda del residuo zuccherino.

RIVE DOCG

È una delle tre tipologie di Prosecco.

Il termine “Rive” indica le pendici scoscese che caratterizzano il territorio e il vino Rive viene spesso prodotto con le uve dei vigneti più ripidi e vocati con uve provenienti da un unico comune.

Nella denominazione sono presenti 43 Rive, la produzione è ridotta a 130 quintali per ettaro, le uve vengono raccolte esclusivamente a mano e in etichetta deve sempre essere riportato il millesimo.

DOCG SUPERIORE DI CARTIZZE.

Questo vino costituisce sicuramente il vertice qualitativo della denominazione. Viene prodotto in una sottozona, disciplinata fin dal 1969, di soli 107 ettari.

Qui, la perfetta combinazione tra microclima dolce e terreni molto antichi, ci dona un vino giallo paglierino con meravigliosi rilessi dorati e profumi che ricordano le frutta a polpa bianca (mela, pera, pesca …), gli agrumi, la rosa e, nel retrogusto, note di mandorla.

Come per tutti i vini con profumi primari molto marcati (Prosecco, Moscato, Malvasia, Brachetto…) il metodo di spumantizzazione è il metodo Charmat.

Questo metodo si differenzia dal Metodo Tradizionale perché la rifermentazione del vino base (presa di spuma) avviene in un grande recipiente ermetico e in tempi brevi.

Il metodo Charmat viene definito “Corto” quando il processo di spumantizzazione avviene in pochi giorni, mentre “Lungo” quando il vino, dopo la presa di spuma, rimane sui lieviti diversi mesi.

Ecco, questa è stata una ”passeggiata” tra i vigneti delle principali zone di produzione estere e non solo.

Al prossimo articolo.

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